Gen 282013
 

L’8 gennaio 2012 ci lasciava Lino Brundu, Presidente di Atlha. Vogliamo ricordarlo “al futuro”, per quelli che come lui si spendono per costruire pezzi della nostra città vivibili per tutti, che ogni giorno sono costretti a combattere contro gli ostacoli delle burocrazie di ogni genere.

«Ma che sapore ha una vita mal spesa?», cantava Lucio Battisti. E nella vita di Lino – anche tra le fatiche e gli acciacchi – quello di una vita “mal spesa” è rimasto un sapore sconosciuto. Lino, la vita, l’ha vissuta intensamente, apprezzandone i mille sapori, con mille orizzonti. Un atteggiamento che è ben rappresentato dal simbolo di Atlha Onlus  (Associazione per il Tempo libero degli Handicappati): una farfalla che vola sul mondo. E il mondo, nei fatti, è l’orizzonte di Lino e dei suoi amici, che ne continuano la preziosa opera.

Per esempio, le vacanze con i ragazzi in carrozzina. Dove? “Ma portali sull’Adriatico, che è lì a due passi!”. No, a New York! E poi, Lucio Battisti cantava «di non sognare la Nuovissima Zelanda»? E Lino, i suoi ragazzi li ha portati in Australia, a Melbourne, per ribadire forte e chiaro che tutti devono avere la possibilità di raggiungere l’altro capo del mondo, occorre solo impegnarsi un po’ per abbattere le barriere; poi gli australiani sono venuti a Milano (che, forse non tutti lo sanno, è gemellata con Melbourne), favorendo gli incontri istituzionali in Comune e Provincia.

Come avrete compreso, per Lino tutti dovevano avere la possibilità di respirare con due polmoni, di avere la possibilità di apprezzare la bellezza della vita. E “accessibilità” era il termine che più ricorreva nei suoi interventi durante gli incontri di Consulta Periferie Milano. Infatti, Lino lo incontrammo un dicembre di qualche anno fa: Atlha aveva organizzato la mostra “La Periferia al centro” (perché come i polmoni sono due e devono poter respirare entrambi, così a Milano deve esserci attenzione non solo per il Centro, ma anche per la Periferia, soprattutto per chi vi abita) e così, anche un po’ per “dovere d’ufficio”, andammo all’inaugurazione di quella mostra che aveva come madrina Naomi Campbell (dalle passerelle dell’alta moda, alla sede dell’Atlha al Parco di Trenno ad inaugurare una mostra sulle periferie!). Fu proprio una sorpresa.

“Accessibilità”, dicevamo: per i disabili, ma anche per gli anziani, per le mamme/papà che portano i bambini con il passeggino, per quelli con i bagagli nelle stazioni ed anche per i ciclisti. E gli amici che ne continuano la preziosa opera, come molti altri che ogni giorno si spendono anche gratuitamente per la nostra città? Ecco: Lino era costretto a combattere contro gli ostacoli delle burocrazie di ogni genere. Allora, ricordare Lino “al futuro” è impegnarsi ad abbattere questi ostacoli, queste burocrazie. Ciascuno faccia la propria parte, perché in mezzo c’è la vita delle persone, spesso quelle che hanno qualche difficoltà in più.

Share