{"id":5858,"date":"2013-03-30T14:05:59","date_gmt":"2013-03-30T13:05:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/?p=5858"},"modified":"2013-03-30T14:18:14","modified_gmt":"2013-03-30T13:18:14","slug":"o-vivere-o-ridere-andrea-pedrinelli-racconta-enzo-jannacci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/o-vivere-o-ridere-andrea-pedrinelli-racconta-enzo-jannacci\/","title":{"rendered":"O VIVERE O RIDERE. DEDICATO AD ENZO JANNACCI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><img class=\"alignleft\" style=\"margin: 10px;\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.perginefestival.it\/public\/image\/Archivio\/1993\/1993_EnzoJannacci.jpg\" width=\"200\" \/><span style=\"font-size: small; font-family: helvetica;\">Allampanato, fulmineo e folle, del clown Enzo ha la capacit\u00e0 di stupire, di creare quella preziosa atmosfera di magia che confina con la poesia, di inventare incantesimi verbali che non seguono il destino dei miraggi, di lanciare frasi e paradossi fulminanti con la stessa precisione di un lanciatore di coltelli, di far ridere e piangere come solo i grandi artisti sanno fare. Dalla sua dimensione, assolutamente originale, <strong>Jannacci in tutti questi anni ci ha raccontato l\u2019avventura umana attraverso piccole storie di personaggi affamati di fantasia, <\/strong>ma con i piedi ben piantati nel delirio quotidiano della realt\u00e0.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: helvetica; font-size: small;\"><em>Ripresentiamo oggi le righe che <strong>Andrea Pedrinelli<\/strong> ha dedicato ad Enzo Jannacci nel libro La Milano della memoria. Zona 3 (a cura di Giorgio Bacchiega, 2005); \u00e9 un omaggio che le periferie di Milano sentono profondamente nei confronti di chi ha saputo conoscerle, ascoltarle e cantarle nella loro commovente profondit\u00e0, in un percorso tra l&#8217;Ortica e il Giambellino, l&#8217;Idroscalo e di indirizzi che se non fosse per il documento di residenza non ci si ricorda nemmeno pi\u00f9.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente da bambino avevo gusti musicali anomali. Forse era scritto che da grande mi sarei occupato di musica come giornalista. Certo per\u00f2 ancora non lo sapevo quando, a dieci anni, ascoltavo e riascoltavo un vecchio Lp trovato in casa ed intitolato \u201cMilano Canta\u201d. Su quel disco era incisa la voce della grande Milly: lei mi fece conoscere \u201cStramilano\u201d, \u201cDe tant che l&#8217;era piscinin\u201d, \u201cNostalgia di Milano\u201d, \u201cLa povera Rosetta\u201d, \u201cEl me ligera\u201d. Non che capissi tutto (specie dell&#8217;ultimo brano citato&#8230;), per\u00f2 mi piaceva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piaceva ancora di pi\u00f9 per\u00f2 l&#8217;altra voce incisa sul disco, una voce strana, oggi direi pure bizzarra. Era quella di Enzo Jannacci, del quale avevo gi\u00e0 abbondantemente consumato i solchi del 45 giri \u201cVengo anch&#8217;io, no tu no\u201d (retro \u201cGiovanni, telegrafista\u201d compreso). In quel vecchio Lp Jannacci cantava \u201cEl purtava i scarp del tennis\u201d, \u201cLa balilla\u201d, \u201cFaceva il palo\u201d, \u201cAndava a Rogoredo\u201d, \u201cLa forza dell&#8217;amore\u201d, \u201cL&#8217;Armando\u201d, \u201cMa mi\u201d. E soprattutto \u201cFaceva il palo\u201d, \u201cL&#8217;Armando\u201d e \u201cLa forza dell&#8217;amore\u201d a me, bambino, piacevano da impazzire. Poi sono diventato, sfortunatamente per i miei lettori, un critico musicale. E ad un certo punto della mia carriera \u00e8 capitata una di quelle occasioni attese da sempre: conoscere Enzo Jannacci. La prima intervista fu telefonica, e mi avevano avvertito: \u201cSe sbagli domanda, il Dottore si arrabbia e ti saluta\u201d. Un po&#8217; di timore dunque c&#8217;era, per\u00f2 dovevo fargli un&#8217;intervista riguardo tutta la sua carriera (era il 1999). Cos\u00ec la mia prima domanda -timorosa assai- fu: \u201cChe ne dice, Dottore, di partire da \u201cIl cane con i capelli\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovete sapere che lo strampalato brano in questione, dedicato ad un cagnolino con capelli \u201cfinti e belli, disperazione dei suoi fratelli\u201d, era stato il primo proposto da Jannacci in un&#8217;audizione Rai. Da cui naturalmente era uscito con l&#8217;etichetta di \u201cinadatto all&#8217;attivit\u00e0 artistica\u201d. Beh, Jannacci si mise a ridere e disse: \u201cUno che conosce \u201cIl cane con i capelli\u201d mi pu\u00f2 fare tutte le domande che vuole\u201d. Il timore scomparve, e di domande gliene feci molte. Poi, nel corso degli anni, gliene ho fatte tante altre ancora. E qui, di seguito, troverete anche molte delle sue risposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Faceva il palo<br \/>\nNella banda dell&#8217;Ortiga<br \/>\nMa era sguercio,<br \/>\nnon ci vedeva quasi pi\u00f9.<br \/>\nEd \u00e8 stato cos\u00ec<br \/>\nChe li hanno presi senza fatica<br \/>\nLi hanno presi tutti,<br \/>\ntutti tutti tutti,<br \/>\n&#8230;fuori che lui.<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nNl7o3m_H1s\" target=\"_blank\">Faceva il palo, Valdi-Jannacci<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Padre pugliese, madre lombarda. Cantautore poeta e medico cardiochirurgo. Enzo Jannacci \u00e8 fin dalle sue note biografiche un perfetto simbolo di milanesit\u00e0: origini composite, dialetto conosciuto alla perfezione, una passione diventata mestiere ed un mestiere esercitato con passione. In milanese il Dottor Jannacci ha scritto tantissime canzoni: e con loro ha avuto, negli ultimi anni, un rapporto combattuto. Perch\u00e9 \u201cL&#8217;Armando\u201d, \u201cEl purtava i scarp del tennis\u201d, \u201cLa luna \u00e8 una lampadina\u201d e via andare sono stati i suoi primi successi. Ma lui non si \u00e8 fermato a viverci sopra di rendita. Dunque per un po&#8217; non ha amato proporli nei concerti, anche perch\u00e9 ci diceva: \u201cDi fronte al pubblico italiano cantare in milanese o cantare \u201cIl cane con i capelli\u201d ha lo stesso effetto. Il napoletano si accetta di pi\u00f9, perch\u00e9 la tradizione \u00e8 diversa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dunque, pezzi storici banditi e grandi capolavori dimenticati. Fino al 2004, quando \u00e8 uscito -in largo anticipo sulla data del titolo- l&#8217;album \u201cMilano 3.6.2005\u201d, causa prima di un magnifico concerto tutto in meneghino. Il 3 giugno 2005 Enzo Jannacci ha compiuto settant&#8217;anni, e li ha voluti festeggiare tornando ad interpretare \u201cAndava a Rogoredo, \u201cMa mi\u201d, \u201cLa balilla\u201d, \u201cEl purtava i scarp del tennis\u201d. Ma non solo: anche perle nascoste del suo repertorio, da \u201cEl me indiriss\u201d a \u201cSei minuti all&#8217;alba\u201d, da \u201cPer un basin\u201d a \u201cM&#8217;han ciam\u00e0a\u201d, da \u201cTi te s\u00e9 no\u201d a \u201cL&#8217;era tardi\u201d, da \u201cChiss\u00e0 se \u00e8 vero\u201d a \u201cVeronica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, Dottore? \u201cPerch\u00e9 la Milano che io cantavo agli inizi in parte c&#8217;\u00e8 ancora. Se si va in giro a piedi, per\u00f2, non in macchina. Vede, i miei personaggi sono gente degli anni Trenta e Quaranta: ma gli uomini non sono cambiati poi tanto. Di barboni che muoiono di notte sotto un cartone usato come coperta, ce n&#8217;\u00e8 uno alla settimana. Li vedo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">L&#8217;an trov\u00e0, sota a un muc de carton<br \/>\nL&#8217;an guard\u00e0 che&#8217;l pareva nisun<br \/>\nL&#8217;an tuca che&#8217;l pareva che&#8217;l dormiva<br \/>\nLasa sta, che l&#8217;\u00e8 roba de barbon.<br \/>\nEl purtava i scarp del tennis, el parlava de per lu<br \/>\nRincorreva gi\u00e0 da tempo un bel sogno d&#8217;amore<br \/>\nEl purtava i scarp del tennis, el g&#8217;aveva du occ de bun<br \/>\nL&#8217;era il prim a mena via, perch\u00e9 l&#8217;era un barbun.<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SO_QKksqXdI\" target=\"_blank\">El purtava i scarp del tennis, Enzo Jannacci<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo il repertorio milanese del Dottore \u00e8 da brividi. Nel suo concerto pi\u00f9 recente Jannacci parla anche di \u201cVeronica\u201d, celebre \u201cprimo amore di tutta via Canonica\u201d; ma soprattutto della gente della Milano semplice, non necessariamente povera, ed indifferentemente perbene o permale. La gente di una Milano che, come ha dichiarato al \u201cCorriere della sera\u201d, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Milano, non la gente: \u201cMilano era il profumo delle porte, Porta Romana, Porta Ludovica, Porta Genova. Ciascuna un villaggio, una cadenza, un&#8217;identit\u00e0. Milano era la casa di ringhiera, una comunit\u00e0 obbligata. Tutti si conoscevano e parlando nascevano leggende e soprannomi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concerto pi\u00f9 recente di Enzo Jannacci inizia il suo secondo tempo con \u201cEl me indiriss\u201d, brano degli anni Settanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">El me indiriss de due sun nass\u00fc<br \/>\nMi el me ricordi nanca p\u00fc<br \/>\nA l&#8217;era una c\u00e0 vegia e per piss\u00e0<br \/>\nTripli servizi, s\u00ec, ma in mezz al pr\u00e0<br \/>\nA serum una banda de ses fi\u00f6<br \/>\nVorevum tr\u00e0 per aria t\u00fct el mund<br \/>\nMa po la vita la fa quel che la vor<br \/>\nChi va, chi resta e gh\u00e9 chi invece el mor<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8l1MZ8Pa63U\" target=\"_blank\">El me indiriss, Enzo Jannacci<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo Conte, il grande cantautore astigiano, defin\u00ec questo pezzo \u201cla pi\u00f9 bella canzone italiana di tutti i tempi\u201d. Contento, Jannacci? \u201cMa va&#8217;, non esageriamo. Il fatto \u00e8 che cerco di dare sempre emozioni diverse, raccontando i personaggi che ho visto, o di cui mi parlavano. Dal palo della banda dell&#8217;Ortiga al condannato a morte di \u201cSei minuti all&#8217;alba\u201d. Se oggi me la farebbero cantare in tv, questa? Oggi c&#8217;\u00e8 \u201cL&#8217;isola dei famosi\u201d, come si fa?\u201d.<br \/>\nIl motto di Jannacci \u00e8 \u201cdare\u201d: \u201cHo sempre la speranza che aumenti il livello culturale, o perlomeno il criterio, della gente. Giorgio diceva: \u201cMi piace piacere\u201d. A me piace dare\u201d. Giorgio, ovviamente, \u00e8 Gaber: i Due Corsari sono restati amici sino all&#8217;ultimo, pur rappresentando anime diverse della cultura milanese. \u201cCon Giorgio ci si vedeva poco ma ci si sentiva spesso. E ci prendevamo in giro, io Iannone lui Nasone. Anche se lui era sempre un passo avanti a me. Del resto io reggo trenta date in tour, lui alla trentesima era pronto: per arrivare a 250\u201d. Per\u00f2 per\u00f2&#8230; \u201cper\u00f2 non ero d&#8217;accordo quando cantava che la nostra generazione aveva perso. Vedo mio figlio Paolo, vedo i ragazzi davanti al Papa al Giubileo, vedo ideali nei giovani. Chi ha fatto figli cos\u00ec non ha perso\u201d.<br \/>\nL&#8217;ultimo poeta della nostra canzone, insomma, \u00e8 ancora ottimista, malgrado \u201cle macchine ed una Milano non pi\u00f9 concepita per vivere\u201d: \u201cAlla mia et\u00e0, sa, \u00e8 l&#8217;unica: quando salgo sul palco esigo da me stesso di mirare sempre al cervello. Si scoprono nella gente facolt\u00e0 ricettive esistenti, anche se a volte nascoste. Gi\u00e0 \u201cIl cane con i capelli\u201d mirava a stuzzicare la materia grigia: il problema \u00e8 che i nostri governanti, di qualunque colore, pensano che la gente non esista. Invece esiste, e prova sentimenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Ti te s\u00e9 no gh&#8217;\u00e8 pien de l\u00fcs che par de vess a Natal<br \/>\nE sura el ciel pien de bigliett de mila<br \/>\nChe bell ch&#8217;el g&#8217;ha de vess, vess sciuri<br \/>\nCon la radio n\u00f6va in de l&#8217;armadio<br \/>\nMa quest chi l&#8217;\u00e8 un parl\u00e0 de stupid<br \/>\nTi te s\u00e9 no ma quand mi te caressi<br \/>\nLa to bela faceta insci neta<br \/>\nMe par de vess un sciur<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=mun8a8ItyVA\" target=\"_blank\">Ti te s\u00e9 no, Enzo Jannacci<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si commuove, quando Jannacci in teatro -ma anche su disco- recupera pezzi come questo. \u201cMi ha aiutato mio figlio Paolo, ad essere pi\u00f9 aggredibile, a mostrare alla gente tutti i lati di quanto mi \u00e8 successo in trent&#8217;anni e passa. Ringraziando il cielo per quanto ho avuto: \u201cTi te s\u00e9 no\u201d la canto per mia moglie, e sul palco offro i miei limiti alla gente. Oggi anche se sbaglio qualche testo non importa. Mi metto in scena come uomo\u201d.<br \/>\nUn uomo, il Dottor Jannacci, che nel 1969 voleva smettere di cantare. A \u201cCanzonissima\u201d non gli fecero portare \u201cHo visto un re\u201d (anche se la bellissima \u201cGli zingari\u201d con cui si present\u00f2 non sfigurava di certo). \u201cEro in finale con Morandi. Esisteva gi\u00e0 ed era gi\u00e0 molto bravo. Ma la Rai disse no al pezzo. Forse andava troppo oltre&#8230; Non ho mai voluto farmi produrre spettacoli da loro\u201d.<br \/>\nMa c&#8217;\u00e8 di peggio, in fondo, nella vita: un peggio che torna anche nelle canzoni del medico-poeta, che a volte questo peggio lo descrivono ed in altri casi incitano a superarlo. \u201cGuardi, io sono nato con la guerra. So cosa significa un cielo oscurato dagli aerei. Nella via dove abitavo solo la mia casa rimase in piedi. Per questo mi incazzo (testuale, ndr) quando qualcuno nelle canzoni incita a drogarsi. Scusi: io, medico, ci metto anni a mandare fuori uno dal tunnel e poi me lo ammazza un canzonettaro?\u201d. Sar\u00e0 che il mare \u00e8 sempre lontano, Dottore. Come lei cantava, siamo \u201cVolatori di aquiloni\u201d: e non ci arriviamo, al mare. \u201cMa c&#8217;\u00e8. C&#8217;\u00e8 sempre. Resto un sognatore, e per questo sono stato, sono e sar\u00f2 sempre dalla parte di chi fa fatica a vivere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Maria&#8230;<br \/>\nNon prendere l&#8217;amore come una malattia<br \/>\nCerto che quando si perde il primo amore<br \/>\nIn un certo senso \u00e8 come perdere il sole<br \/>\nMa tu&#8230;<br \/>\nTieni la tua ferita stretta vicino al cuore<br \/>\nCi vorr\u00e0 un po&#8217; di tempo, che a volte \u00e8 meno attento<br \/>\nE allora forse ti vedr\u00f2 ancora<br \/>\nIn una mano i fiori, gli occhi un po&#8217; meno accesi<br \/>\nCome a riderci sopra<br \/>\nE cos\u00ec sia<br \/>\nMaria&#8230;<br \/>\n(\u201cMaria\u201d, Enzo e Paolo Jannacci)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVede, questa ragazzina, Maria, \u00e8 come Giovanni il telegrafista che sognava un amore idealizzato, o Vincenzina nel fumo della fabbrica, o il Mario che non capisce pi\u00f9 il mondo. La gente perbene che soffre per le cose di ogni giorno. Per quello dico che continuo a cantare una mia galleria di ritratti, Maria vive negli anni Quaranta oppure oggi? E&#8217; indifferente\u201d.<br \/>\nNei dischi pi\u00f9 recenti, dove magari non canta in milanese ma canta comunque la vita, Jannacci ha tratteggiato comunque anche la propria infanzia, ricordando anche il padre: \u201cCome gli aeroplani\u201d \u00e8 dedicato a lui. Ed \u00e8 un album di rabbia, per la gente che \u201cin tasca ha la pistola \/ ma al posto del cervello solo merda \/ merda che non puzza nemmeno \/ curiosamente\u201d. Perch\u00e9 Jannacci si arrabbia, quando vede mancare i valori. \u201cMio padre mi ha insegnato tutto: soprattutto il rispetto. Ho sofferto da impazzire quando \u00e8 mancato. Ma quel disco era anche lo sfogo di un cantante rifiutato per anni da tutti\u201d. Gi\u00e0: ed and\u00f2 cos\u00ec bene, malgrado la scritta \u201cEnzo Jannacci non ringrazia nessuno per l&#8217;uscita di questo lavoro\u201d che campeggiava sulla quarta di copertina, che vi ha fatto seguito \u201cL&#8217;uomo a met\u00e0\u201d, in cui \u201cLungometraggio\u201d (su Israele e Palestina) si alterna alle malinconie nostrane di \u201cGente d&#8217;altri tempi\u201d, ed in cui Jannacci \u00e8 tornato pi\u00f9 sereno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPerch\u00e9 vede, anche se sono \u201cdoppio\u201d e vado a sprazzi, facendo il musicista ho imparato molto. Prenda Sanremo. Quando ho cantato \u201cSe me lo dicevi prima\u201d sull&#8217;eroina ho ricevuto tantissime telefonate di gente che mi chiedeva aiuto. Quando ho portato \u201cLa fotografia\u201d sulla delinquenza minorile delle zone mafiose, il problema \u00e8 stato affrontato. E mi hanno persino chiesto di fare serate a Capaci, l\u00e0 dove \u00e8 morto Falcone. Quindi, passati i momenti di rabbia o sconforto, fare musica aiuta sempre. Ho verificato che aiuta altri, ma aiuta anche me. Anche quando canto le malinconie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">C&#8217;era un bel sole che bruciava gli orti<br \/>\ne io ridevo, e io piangevo<br \/>\nperch\u00e9 t&#8217;avevo trovato, trovato te<br \/>\nAppuntamento alle 7 e un quarto<br \/>\nMa dopo un&#8217;ora ci arriva un altro<br \/>\nPoteva dirlo, dirmelo prima<br \/>\nChe non poteva venire da me<br \/>\nChiss\u00e0 se \u00e8 vero<br \/>\nChiss\u00e0 se \u00e8 vero<br \/>\nChe ha dovuto partire soldato<br \/>\nChiss\u00e0 se \u00e8 vero<br \/>\nChiss\u00e0 se \u00e8 vero<br \/>\nChe insieme agli anni va via anche l&#8217;amore<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=mIF76gxIFzo\" target=\"_blank\">Chiss\u00e0 se \u00e8 vero, Enzo Jannacci<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dottore ha debuttato nel 1959, con un pezzo -diciamo cos\u00ec- surrealista, intitolato \u201cL&#8217;ombrello di mio fratello\u201d. Ha conquistato prima Milano e poi l&#8217;Italia, sfondando nelle hit parade con \u201cVengo anch&#8217;io, no tu no\u201d nel &#8217;68. Dopo alcuni anni di ritiro dalle scene a seguito dello schiaffo morale ricevuto in Rai, \u201cQuelli che&#8230;\u201d del &#8217;75 lo ha fatto ripartire alla grande: \u201cVincenzina e la fabbrica\u201d raccontava dei problemi degli operai, \u201cLa televisiun\u201d profetizzava quello che lui chiama oggi il \u201crincoglionimento generale\u201d. A seguire, altri capolavori: \u201cO vivere o ridere\u201d del &#8217;76, \u201cFoto ricordo\u201d del &#8217;79 (con \u201cNatalia\u201d, toccante vicenda di una bimba malata di cuore, e la celebre \u201cMario\u201d). Un grande ritorno di fiamma della popolarit\u00e0 Jannacci lo ha ottenuto poi con \u201cCi vuole orecchio\u201d nell&#8217;81, cui \u00e8 seguito \u201cL&#8217;importante\u201d (che conteneva \u201cL&#8217;importante \u00e8 esagerare\u201d, \u201cSergej\u201d sui primi problemi degli emigrati dall&#8217;Est, \u201cSon s&#8217;ciop\u00e0a\u201d che raccontava \u201ccome nascono i comici\u201d, a volte da dolorose riflessioni sulla realt\u00e0). Nell&#8217;89 e nel &#8217;91 Jannacci si \u00e8 fatto portavoce di temi importanti a Sanremo, ed in quegli anni ha festeggiato trent&#8217;anni di carriera in concerti indimenticabili al Castello Sforzesco prima di dare alle stampe un disco-capolavoro, \u201cGuarda la fotografia\u201d -con tanto di dialogo a distanza col figlio Paolo, in \u201cParliamone\u201d dedicata al rapporto genitori\/figli-. Dopo essere stato dimenticato da tutti (i discografici&#8230;) Jannacci \u00e8 tornato in scena nel 2001 con \u201cCome gli aeroplani\u201d, e nel 2003 con \u201cL&#8217;uomo a met\u00e0\u201d. Nel 2004 \u00e8 uscito \u201cMilano 3.6.2005\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una carriera ormai lunghissima Jannacci, ha fatto ridere e commuovere. \u201cPerch\u00e9 io sono tutti e due gli Jannacci che lei cita, sa? Sono mite. Sono rissoso. Se cedo all&#8217;angoscia scrivo \u201cCosa portavi bella ragazza\u201d, ma sempre con un pizzico di ironia. Se cedo all&#8217;ironia scrivo altro: con un po&#8217; d&#8217;angoscia dentro\u201d. E \u201cL&#8217;Armando\u201d? Dove la colloca? \u201cAh b\u00e9, in effetti ho tre facce se mi ci fa pensare bene. L&#8217;iperbolica, che parla dei diversi; l&#8217;angosciata, che parla della fatica del vivere; e poi quella dell&#8217;\u201cArmando\u201d, che le riassume entrambe. Il motto \u00e8 sempre quello di un mio disco, del resto, \u201cO vivere o ridere\u201d. Questo \u00e8 il dilemma di sempre\u201d.<br \/>\nEnzo Jannacci. Volontario negli ambulatori per gli emigranti, e dice \u201cGiovani, non fatelo, occorre esperienza. Senn\u00f2 si fanno danni\u201d; medico chirurgo senza limiti di critica al sistema (\u201cTroppi asini che curano il sintomo e non la causa, ma la medicina \u00e8 fatta anche di ascolto, il vissuto del malato va compreso\u201d); diplomato al conservatorio; jazzista per diporto; amante dei valori profondi dello sport (\u201cSe vince il Milan sono contento, ma oggi preferisco il tennis\u201d); autore per tanti colleghi (\u201cCon me Cochi e Renato hanno venduto seicentomila copie\u201d); senza peli sulla lingua quando si tratta -attivit\u00e0 poco in uso nella musica italiana- di elogiarne altri (\u201cBaglioni dovrebbe essere il nostro portabandiera nel mondo, altro che la moda\u201d); allevatore di comici (da Teocoli a Paolo Rossi); attore di prosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 stato \u201ctutto inutile\u201d, insomma, Dottore. Anche se lei con questa frase ci ha intitolato un tour ed una canzone. Per\u00f2 l&#8217;ultima volta che ci siamo visti ci ha ribadito: \u201cSa cosa vorrei lasciare con i miei dischi e i miei spettacoli di oggi? Pulviscoli di magia da tenersi dentro. Che poi dica cose vecchie o nuove, frasi intelligenti o balordaggini, tutto vorrei che emozionasse. Finch\u00e9 mi emozioner\u00f2 io per primo\u201d.<br \/>\nL&#8217;\u00e8 ch\u00ec, Jannacci, \u00e8 ancora qui. Per nostra fortuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Oh\u00e9! Sun ch\u00ec<br \/>\nVegni gi\u00f2 con la piena<br \/>\nVegni gi\u00f2 ch\u00ec a Milan<br \/>\nMa quand sunt arriv\u00e0 ch\u00ec<br \/>\nMi el terun<br \/>\nTegn\u00ec su com&#8217;un fagot dal pap\u00e0<br \/>\nContrapes &#8216;na valis de cartun<br \/>\nPoeu hu vist i c\u00e0.<br \/>\nI fi\u00fclit giug\u00e0<br \/>\nL&#8217;\u00e8 un casot<br \/>\nMa anche in sc\u00ec, la me pias anche in sc\u00ec<br \/>\nL&#8217;\u00e8 perch\u00e9, sta cit\u00e0 ghe lu denter in di occ<br \/>\nDe quand s&#8217;eri un fi\u00fclin.<br \/>\nE l&#8217;ho vista dal tram. Tac\u00e0 sul respingent<br \/>\nCome in giostra volar<br \/>\nPropri in sc\u00ec ve la v\u00f6ri cant\u00e0a<br \/>\nOh\u00e9! Sun ch\u00ec<br \/>\nL&#8217;\u00e8 ch\u00ec!<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Fd9-VfAecxU\" target=\"_blank\">\u201cOh\u00e9! Sun ch\u00ec\u201d, Fo-Jannacci<\/a>. E&#8217; con questa canzone che il Dottore inizia i suoi spettacoli basati sul disco \u201cMilano, 3.6.2005\u201d).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allampanato, fulmineo e folle, del clown Enzo ha la capacit\u00e0 di stupire, di creare quella preziosa atmosfera di magia che confina con la poesia, di inventare incantesimi verbali che non seguono il destino dei miraggi, di lanciare frasi e paradossi fulminanti con la stessa precisione di un lanciatore di coltelli, di far ridere e piangere <a href='https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/o-vivere-o-ridere-andrea-pedrinelli-racconta-enzo-jannacci\/' class='excerpt-more'>[Continua a leggere]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9],"tags":[31],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5858"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5858"}],"version-history":[{"count":31,"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5889,"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5858\/revisions\/5889"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.periferiemilano.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}